Ma il corpo non ha bisogno di cancellare ciò che è accaduto: ha bisogno di tempo, gradualità, movimento e cura per ritrovare forza, energia e fiducia.
C’è un’espressione che accompagna moltissime donne dopo una gravidanza: tornare come prima. Tornare al proprio peso, alla propria forma, alle proprie abitudini, possibilmente nel minor tempo possibile. È un’idea talmente radicata nel nostro linguaggio da sembrare naturale, eppure contiene un presupposto discutibile: che il corpo dopo la maternità sia una versione provvisoria, imperfetta, di quello precedente e che il compito della donna sia ricondurlo
rapidamente al punto di partenza.
La fisiologia racconta una storia diversa.
La gravidanza e il parto sono esperienze che coinvolgono profondamente il corpo e la vita di una donna; il periodo post-partum è quindi una fase di adattamento, recupero e trasformazione, non un semplice intervallo da attraversare prima di recuperare una presunta normalità.
In questa prospettiva, il movimento assume un significato molto diverso da quello della corsa al dimagrimento. Non serve a correggere il corpo, ma può aiutarlo a ritrovare progressivamente capacità, forza, autonomia e benessere. Le raccomandazioni internazionali indicano che, in assenza di controindicazioni, le donne nel post-partum dovrebbero praticare regolarmente attività fisica e arrivare progressivamente ad almeno 150 minuti settimanali di attività di intensità moderata, combinando attività aerobica e rafforzamento muscolare. Quando quel livello non è ancora raggiungibile, anche quantità inferiori di movimento sono utili e l’incremento dovrebbe avvenire gradualmente.
Questa gradualità cambia completamente il significato dell’esercizio. Una passeggiata può essere movimento. Dieci minuti possono essere movimento. Ricominciare a percepire il proprio corpo, respirare, recuperare mobilità e successivamente ricostruire forza sono parti dello stesso percorso. Non esiste un momento universale nel quale tutte le donne debbano ricominciare allo stesso modo: tipo di parto, eventuali complicazioni, condizioni del pavimento pelvico, dolore, stanchezza e storia individuale rendono necessario un approccio personale.
Le evidenze più recenti mostrano inoltre che i benefici del movimento dopo il parto non riguardano soltanto peso e composizione corporea.
Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata sul British Journal of Sports Medicine ha trovato evidenze secondo cui gli
interventi basati sull’esercizio possono ridurre la severità dei sintomi depressivi post-partum. Questo non significa che l’esercizio “curi” la depressione post-partum, condizione che richiede riconoscimento e assistenza professionale, ma rafforza l’idea del movimento come componente significativa del benessere complessivo.
Anche quando osserviamo il peso, la ricerca suggerisce di evitare semplificazioni. L’attività fisica può contribuire alla gestione della composizione corporea, ma questo non significa che il valore del movimento debba essere misurato soltanto dalla bilancia. Ridurre l’intero percorso post-partum al numero di chilogrammi persi rischia di oscurare aspetti altrettanto importanti: forza, capacità cardiovascolare, energia, autonomia, umore e rapporto con se stesse.
Forse dovremmo quindi abbandonare definitivamente l’espressione “recuperare il corpo”. Quel corpo non è stato perduto. Ha attraversato qualcosa di straordinariamente impegnativo e ora può essere accompagnato verso un nuovo equilibrio. Il movimento può farne parte quando torna a essere un’esperienza di ascolto: camminare perché fa stare bene, rafforzarsi perché sentirsi forti cambia il modo di vivere la giornata, recuperare mobilità perché rende più semplice abitare il proprio corpo, incontrare altre donne perché il benessere è anche relazione.
In questa prospettiva anche il dimagrimento, quando desiderato e appropriato, smette di essere il centro ossessivo del percorso e può diventare eventualmente una conseguenza di uno stile di vita più attivo, sostenibile e rispettoso. Non si tratta di rinunciare al desiderio di piacersi, ma di ampliarlo: piacersi può significare anche sentirsi energiche, capaci, presenti, forti e nuovamente in relazione con se stesse.
Il corpo dopo una gravidanza non deve tornare indietro. Può andare avanti.
Nota editoriale: questo articolo ha finalità informative e divulgative e non sostituisce il parere di medici, ostetriche, fisioterapisti del pavimento pelvico o altri professionisti sanitari.